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CEI 78-25: la nuova metodologia per la valutazione del rischio da arco elettrico

Ilrischio da arco elettricoè uno dei pericoli più gravi e sottovalutati negli impianti elettrici. Le conseguenze possono essere devastanti anche in assenza di contatto diretto con parti in tensione.
Con ilRapporto Tecnico CEI 78-25, il Comitato Elettrotecnico Italiano introduce finalmente unametodologia strutturata e applicabileper la valutazione di questo rischio, colmando un vuoto tecnico e operativo che per anni ha lasciato spazio a valutazioni approssimative.

Cos’è il Rapporto Tecnico CEI 78-25

IlCEI 78-25è unrapporto tecnico di supportoche definisce unametodologia per la valutazione del rischio da arco elettriconegli impianti elettrici, in particolare durante attività di:

  • esercizio

  • manutenzione

  • lavori sotto tensione o in prossimità

Non è una norma cogente, ma rappresentaun riferimento tecnico autorevoleper applicare correttamente quanto richiesto dalD.Lgs. 81/08, in particolare in materia di valutazione dei rischi.

Perché il rischio da arco elettrico è così pericoloso

L’arco elettrico non va confuso con la folgorazione. In caso di innesco può generare:

  • temperature superiori a10.000 °C

  • onde di pressione violente

  • proiezione di metallo fuso

  • ustioni gravi anche a distanza

Il tutto infrazioni di secondo.
Per questo motivo, affidarsi a DPI standard o a procedure generichenon è sufficiente.

L’approccio metodologico del CEI 78-25

Il punto di forza del rapporto è la suaimpostazione pratica, basata su una sequenza logica di analisi.

1. Individuazione degli scenari di arco elettrico

La valutazione parte dall’analisi degli impianti e delle attività, considerando:

  • tipologia di quadro o cabina

  • livello di tensione

  • modalità operative

  • condizioni di esercizio e manutenzione

Questo consente di identificarequando e dovel’arco elettrico può realmente verificarsi.

2. Stima dell’energia incidente

Elemento centrale della metodologia è lavalutazione dell’energia incidente, ovvero l’energia termica che può colpire l’operatore in caso di arco.
La stima tiene conto di:

  • corrente di corto circuito

  • durata dell’arco

  • distanza di lavoro

  • configurazione dell’impianto

È questo valore che determina lagravità potenziale delle ustioni.

3. Definizione delle zone di rischio

Il CEI 78-25 introduce il concetto di:

  • area di pericolo da arco elettrico

  • distanza di sicurezza

Non tutte le operazioni comportano lo stesso livello di rischio, anche sullo stesso impianto.

4. Classificazione del rischio

Combinando probabilità di accadimento ed entità del danno, il rischio vieneclassificato in modo oggettivo e documentabile, superando valutazioni soggettive o standardizzate.

5. Individuazione delle misure di prevenzione e protezione

Il rapporto ribadisce la corretta gerarchia degli interventi:

  1. misure tecniche(riduzione tempi di intervento, protezioni, segregazioni)

  2. misure organizzative(procedure, pianificazione dei lavori, autorizzazioni)

  3. DPI contro l’arco elettrico, scelti in funzione dell’energia incidente stimata

La corretta valutazione del rischio da arco elettrico richiede competenze specifiche.
HASL organizza corsi di formazionePES, PAV e PEI, conformi, per lavorare sugli impianti elettrici in sicurezza e con consapevolezza tecnica.

DPI contro l’arco elettrico: basta improvvisazioni

Uno dei messaggi più chiari del CEI 78-25 è che i DPI:

  • non vanno scelti “per eccesso”

  • non vanno scelti “a catalogo”

  • devono essere coerenti con il rischio reale

DPI sovradimensionati aumentano l’affaticamento e il rischio operativo, quelli sottodimensionati offrono una falsa sicurezza.

La scelta dei DPI contro l’arco elettrico non può essere improvvisata.

Neicorsi HASLviene affrontata anche la corretta interpretazione della valutazione del rischio e la selezione deiDPIadeguati in base allo scenario operativo.

CEI 78-25 e D.Lgs. 81/08

Pur non essendo obbligatorio, il rapporto tecnico:

  • supporta gli obblighi di valutazione del rischio (artt. 17 e 28)

  • è coerente conCEI 11-27eCEI EN 50110

  • rafforza la posizione del datore di lavoro in caso di verifiche o incidenti

In pratica, rappresentauna buona prassi tecnica difficilmente ignorabile.

Perché adottare il CEI 78-25 oggi

Applicare la metodologia del CEI 78-25 significa:

  • migliorare la sicurezza reale dei lavoratori

  • ridurre il rischio di infortuni gravi

  • rendere la valutazione del rischio più solida e difendibile

  • scegliere procedure e DPI in modo consapevole

Nel contesto attuale,non è più accettabile gestire il rischio da arco elettrico in modo generico.